La rosa nera

Le piante sono vive! Lo ripeteva sempre quando gli chiedevano come mai amasse tanto passare giornate intere in giardino. Le piante amano, soffrono, e io lo sento!
Per questo aveva deciso di andare a vivere in campagna: solo per avere quel bel giardino da curare.
Guardava le rose, quel magnifico finto pepe, la grande bouganville addossata al muro, le zinnie e le margherite gialle e bianche.

Ma soprattutto, c’era lei: quella meravigliosa rosa nera, una vera rarità da floricoltore.
Era lì, splendida, proprio accanto alla grande e maestosa Hedera Amurensis che tappezzava il muro con le sue splendide, enormi foglie a forma di cuore.
L’edera sembrava quasi proteggerla, quella rosa, come se con i suoi rami, con le sue foglie, la volesse accarezzare.
Ma quello era un giorno importante. Sarebbe venuta lei per la prima volta, e proprio nel giorno del suo compleanno: avrebbero festeggiato insieme.
Si avvicinò alla rosa nera, la guardò.
Esitava ma… Era il suo compleanno, il loro primo appuntamento, voleva… Doveva incantarla.
Le forbici tra le mani per un attimo ebbero un tremito, ma non si fermò: tagliò la splendida rosa nera.
L’avrebbe messa in un vaso, per lei.
Il tempo di un istante: i rami dell’edera che si staccano dal muro, si avvolgono intorno al suo collo, stretti, sempre più stretti… Anche quando il respiro si ferma i rami stringono, continuano a stringere, finché la testa non cade.
Lei lo trovò così: un corpo senza vita, la testa staccata di netto, con accanto una rosa nera.
Sul muro, un’edera maestosa con le foglie a forma di cuore: talmente bella da sembrare viva.